Giuseppe Mazzinidi Genova
Martedì 20 ottobre 2009 la Succursale del Liceo Mazzini a Pegli ha ricevuto la visita del Card. Angelo Bagnasco che ha incontrato una rappresentanza di docenti e studenti nel Salone del Museo Navale adiacente alla scuola. Dopo il saluto del Preside, il Cardinale ha risposto a tre domande poste da altrettanti studenti della Succursale sull’importanza della laicità, sul rapporto tra scienza e fede, sul valore dei beni materiali per i Cristiani. Si riporta di seguito il saluto del Dirigente Scolastico del Liceo Mazzini in attesa di poter pubblicare il testo dell’incontro.
Saluto Sua Eminenza Il Cardinale Angelo Bagnasco Vescovo di Genova e gli porgo il Benvenuto al Liceo Classico G. Mazzini
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Il nostro Liceo, di cui oggi incontra una rappresentanza dei docenti e degli alunni della succursale di Piazza Bonavino a Pegli, ha compiuto 75 anni nel 2008: tra i primi professori di Religione il Mazzini ha avuto dal 1935 al 1937 il sacerdote Giuseppe Siri che divenne poi il Cardinale che di più ha segnato con la sua personalità la storia religiosa e civile di Genova nel secolo Ventesimo.
La succursale è attiva dagli anni ‘50 nel territorio di Pegli: oggi gli alunni che la frequentano sono più di 300.
Come ogni scuola oggi nel nostro Paese, ma direi, nell’intera Europa, se non in larga parte del Mondo sviluppato, il Liceo Mazzini avverte quella che č stata definita da più parti l’emergenza educativa.
Come Liceo Classico la avverte in particolare in rapporto al suo ruolo di scuola di qualità, nella sua funzione di preparazione all’università, nell’interrogarsi sul significato che ha per noi oggi la trasmissione della tradizione culturale del passato. In questi anni abbiamo conseguito anche dei successi ma avvertiamo che non è sufficiente, né decisivo limitarsi ad enunciare il valore di una tradizione, per quanto ricca e prestigiosa come quella classica. Come scrive Rémi Brague: gli Europei in passato
non hanno studiato i classici greci e latini perché erano le fonti (della tradizione) dell’Europa. … li studiavano … perché li trovavano veri, belli, interessanti… Si potrebbe ricavare una sorta di legge culturale secondo la quale si può far propria una tradizione in maniera feconda solo se lo si fa in maniera disinteressata. In poche parole: solo ciò che è gratuito ci rende davvero più ricchi.
E certo avvertiamo, in un momento di incerto passaggio, probabilmente alla vigilia di una modifica dell’assetto ordinamentale dei licei, che la nostra proposta educativa, culturale, didattica deve raccogliere una sfida di giorno in giorno più difficile: quella di offrire una proposta culturale interessante, bella e vera che possa essere strada per proseguire fruttuosamente gli studi all’università ed inserirsi nella società.
E poiché dalla nostra tradizione classica abbiamo tratto almeno un insegnamento: che la conoscenza ha come solido fondamento il riconoscimento socratico di non credere di sapere già tutto in partenza, di mettersi in ascolto, di poter imparare, con questa consapevolezza, fiduciosi di poter imparare, le diamo il benvenuto in mezzo a noi.
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