Liceo Classico Statale
Giuseppe Mazzini di Genova

Gli incontri con esperti

Incontro con il Professor Mario Misale dell'Università di Genova


Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2011

Nucleare, problema o soluzione?

Per poter giudicare oggettivamente e correttamente cioè che ci circonda occorre essere persone consapevoli ed informate; per questo motivo la lezione del Prof. Ing. Mario Misale è stata particolarmente interessante.

Il Professore ha descritto la struttura e il funzionamento dei reattori nucleari e ha fornito precisi dati sui consumi e della produzione di energia, non solo delle centrali nucleari ma anche degli impianti solari, eolici, a petrolio, a carbone, ecc. Questi dati hanno chiarito il risparmio che offrirebbe l’energia nucleare in proporzione alle altre: 1 kg di Uranio (U235) produce energia pari a quella sviluppata da circa 6500 tonnellate di buon carbone ed a 2000 tonnellate di petrolio. Sempre secondo il Professore le energie rinnovabili non sarebbero la giusta soluzione al problema energetico del nostro paese a causa del basso potenziale di produzione che hanno questi impianti; parlando di energia fotovoltaica, bisognerebbe estendere i pannelli per alcuni chilometri quadrati per far sì che la produzione energetica possa eguagliare quella di una centrale nucleare.

La più grande preoccupazione di ogni persona rimane comunque la sicurezza delle centrali, infatti il disastroso incidente di Chernobyl, del 26 aprile 1986, ha agghiacciato il mondo intero. Relativamente a questo problema ci sono state illustrate chiaramente tutte le precauzioni adottate, e tutti abbiamo potuto constatare che i fattori di rischio sono minimi, poiché tutte le strutture sono state progettate al fine di ridurre il più possibile le probabilità di incidente. Inoltre il Professore ha chiarito che l'incidente di Chernobyl è stato causato da una manovra al di fuori delle normali procedure di sicurezza. Se il reattore non fosse stato modificato asportando l'edificio di contenimento, indispensabile per non far fuoriuscire radiazioni, con ogni probabilità non vi sarebbe stato alcun incidente.

Considerando dunque le nuove tecnologie che garantiscono un alto grado di sicurezza, il risparmio economico, l'enorme quantità energetica che si può ottenere con una massa di combustibile relativamente piccola, e consapevoli del fatto che molti reattori delle nazioni limitrofe sono collocati sul confine con il nostro Paese, sembrerebbe estremamente vantaggioso per l'Italia tornare ad usufruire dell'energia nucleare.

Non bisogna però dimenticare i problemi che il nucleare può portare ad un paese morfologicamente inadatto ad ospitare i residui della combustione nucleare (detti scorie) che dovrebbero essere smaltiti sigillati in appositi contenitori (il solo tempo di dimezzamento dell'U235 è di 890 milioni di anni). Anche il resto del reattore, come le scorie, è altamente radioattivo e al termine del suo ciclo vitale di circa 30 anni deve essere smantellato e trattato con la stessa cura e le stesse precauzioni.

Il professore ha detto una frase che mi ha fatto riflettere: Se si decide di nuclearizzare un paese bisogna essere certi di poter mantenere una politica equilibrata, le centrali nucleari infatti non sono giocattoli, non si può decidere di costruire o smantellare le varie strutture a seconda delle ideologie politiche poiché questo comporterebbe uno spreco enorme di capitali.

Assistere alla lezione mi è servito molto per poter venire a conoscenza di quegli aspetti positivi che lo sfruttamento delle centrali nucleari può avere, e che io non ho mai voluto vedere; comunque spero che nel futuro si possano trovare soluzioni ecocompatibili e del tutto sicure.

Ester Passarello, Classe 3ª B.

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