Giuseppe Mazzinidi Genova
Mazzinidi Genova, a.s. 2010 - 2011
Il testo che segue è stato integralmente pubblicato nella sezione Scuola
del quotidiano Il Secolo XIX
(del 20 aprile 2011). Si ringrazia la Redazione per l'ampio spazio dedicato alla notizia e per averne riportato l'intero contenuto riconoscendo a pieno titolo la studentessa in qualità di autrice.
Un viaggio di istruzione è spesso interpretato dagli studenti come un momento di svago, lo è in particolare il viaggio in pullman per raggiungere la destinazione, ma fra compagni che dormono, altri che mangiano, alcuni che si spostano da un sedile all'altro, si arreca in molti casi fastidio ai conducenti del mezzo, che non vedono l'ora di giungere a destinazione.
Noi studentesse della Classe 3ª B del Liceo Classico Statale Mazzini
di Genova abbiamo deciso di affrontare il nosto ultimo viaggio di istruzione in un modo completamente diverso, cioè all'insegna della buona condotta, del rispetto delle regole pretendendo allo stesso tempo che le regole venissero rispettate anche da colui che aveva in mano le nostre vite, cioè il conducente del pullman; per questo motivo nel recarci a Garda il giorno 24 marzo 2011 per visitare il Vittoriale di D'Annunzio, ci siamo munite di un ricevitore GPS e con i cronometri dei nostri telefoni cellulari abbiamo controllato durante tutto il viaggio la velocità media del pullman per verificare che il conducente mantenesse una buona condotta. L'idea è stata maturata durante lo svolgimento dell’attività We... Measure!, dedicata in via sperimentale esclusivamente alla nostra classe di composizione interamente femminile, destinata a valorizzare da un lato la coscienza critica che sviluppano le osservazioni scientifiche, dall'altro il potenziamento delle pari opportunità. Senza dover essere agenti di polizia, siamo in grado di verificare rigorosamente il rispetto dei limiti di velocità così come fa il moderno ed efficace sistema Tutor, che tollera eventuali temporanei superamenti dei limiti purché sia rispettata la velocità media su tratti lunghi fino a qualche decina di chilometri. L'operazione di controllo è stata attentamente progettata il giorno prima del viaggio: ci siamo procurati l'elenco delle uscite autostradali della A7, A26 (possibile alternativa alla A7 nel tratto Genova – Tortona), e della A21 da Tortona a Brescia, le abbiamo individuate dalle foto satellitari di Google Earth e, con un po' di pazienza, abbiamo misurato le distanze fra alcune uscite, prendendo come traguardo di riferimento quello in cui la corsia di decelerazione abbandona la carreggiata con l’inizio dell’aiuola (Figura 1).
Tale traguardo è facilmente identificabile dalle fotografie satellitari di Google Earth, che fornisce anche il righello per il calcolo delle lunghezze che noi abbiamo scrupolosamente utilizzato tracciando poligonali che non uscivano mai dalla carreggiata con una modalità tale da garantire un'approssimazione per difetto della lunghezza percorsa. Gli errori (piccoli) così introdotti vanno a favore del conducente. Per la misura dei tempi di percorrenza abbiamo usato due cronometri, alternativamente per ogni tratta, poiché sulle tratte adiacenti, fermato un cronometro sul traguardo doveva immediatamente partire l'altro. Il ricevitore GPS, di tipo tascabile, ha memorizzato la nostra posizione ogni 5 secondi, registrando le coordinate geografiche e l'ora esatta (precisa al secondo) consentendoci una verifica delle misure effettuate, soggette ad errori accidentali e non ripetibili. Abbiamo ritenuto valide solo le misure in cui i tempi di percorrenza rilevati da noi coincidevano, entro ragionevoli tolleranze, con quelli registrati dal ricevitore. Le tolleranze in gioco sono attribuibili ai nostri tempi di reazione nell’azione del cronometro (sovrastimato a 4 secondi a favore del conducente), agli errori della misura della lunghezza percorsa (stimati 100 m più l'1% della lunghezza), al fatto che il ricevitore GPS rileva l'istante di passaggio dal traguardo entro una precisione di 5 secondi. I possibili errori accidentali sono dovuti al ritardo sull’azione del cronometro, alla dimenticanza di individuare un’uscita e, per il ricevitore GPS, a una cattiva ricezione dei satelliti.
Riportiamo i dati rilevati nel viaggio di andata (dettagli tecnici ulteriori sui rilevamenti sono riportati in questo documento.
Dati rilevati manualmente:
Dati rilevati con il ricevitore GPS:
20,7 km percorsi in 12' 20'' corrispondenti a 101 km/h.
Dati rilevati manualmente:
Dati rilevati con il ricevitore GPS:
15,0 km percorsi in 9' 30'' corrispondenti a 95 km/h.
Dati rilevati manualmente:
Dati rilevati con il ricevitore GPS:
56,2 km percorsi in 33' 50'' corrispondenti a 100 km/h.
Dati rilevati manualmente:
Dati rilevati con il ricevitore GPS:
37,1 km percorsi in 22' 55'' corrispondenti a 97 km/h.
Dati rilevati manualmente:
Dati rilevati con il ricevitore GPS:
38,7 km percorsi in 23' 05'' corrispondenti a 101 km/h.
Di cinque tratte considerate, quattro hanno mostrato risultati coerenti fra le nostre misure e quelle del riceviutore GPS (il confronto è stato fatto fra i dati GPS e quelli manuali prima di applicare le tolleranze), la tratta Piacenza Ovest – Cremona è stata soggetta ad un errore dovuto ad un ritardo nella partenza del cronometro. In tutti i casi è stato rigorosamente rispettato il limite di 100 km/h per la velocità media. Ci congratuliamo con il conducente del mezzo che ha salvaguardato la nostra incolumità rispettando le prescrizioni del codice della strada, anche senza essere informato della nostra attività di controllo.
Invitiamo gli alunni di altre scuole a ripetere la nostra esperienza, augurando loro di appoggiarsi ad un'agenzia di viaggi seria come la nostra: tale attività, se svolta in modo corretto, è in grado di smascherare inequivocabilmente comportamenti scorretti essendo stato applicato un metodo rigoroso, che ha tenuto conto anche delle tolleranze: le leggi della fisica sono uguali per tutti, le possiamo applicare senza essere poliziotti, insegnanti, accompagnatori. Sapere è potere
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